Prima di aprire le danze diamo una breve occhiata al file php3.ini
o (php.ini). Esso contiene tutte le direttive
e le opzioni necessarie per gestire tutti i comportamenti del server,
o eventualmente dellinterprete CGI. Tra queste segnaliamo:
max_execution_time <integer>
e
max_limit <integer>
che servono per stabilire il tempo massimo di elaborazione del parser
per ogni script e la quantità massima di memoria che viene allocata
durante la sua esecuzione. Questi settaggi risultano utili per evitare
un sovraccarico, anche da parte di utenti maliziosi, del server.
Se tutto è andato come previsto, siamo adesso in grado di cominciare.
Per accertarcene apriamo un editor di testo e scriviamo le seguenti
righe di codice
<HTML>
<BODY>
<?php
phpinfo()
?>
</BODY>
</HTML>
Salviamo il file con estensione .php (per esempio: primaprova.php)
e posizioniamolo nella document root di Apache. A questo punto apriamo
il nostro browser ed apriamo la pagina
http://127.0.0.1/primaprova.php
Il browser punterà alla macchina locale (il cui indirizzo è sempre
http://127.0.0.1) e alla pagina primaprova.php visualizzando
in forma tabellare tutta una serie di informazioni (da tenere rigorosamente
segrete) riguardanti il server. Questa sarà la prova che linstallazione
ha avuto successo.
Facciamo subito qualche osservazione:
I file contenenti codice PHP anno estensione .php3 per PHP
3 e .php per PHP 4.
Una pagina PHP somiglia molto ad una pagina HTML; possiamo infatti
notare la presenza dei tag tipici di questo linguaggi quali il
tag <HTML> e il tag <BODY> con i rispettivi
tag di chiusura che servono per indicare linizio e la fine
del codice html e del corpo della pagina rispettivamente.
Il codice PHP tra i tag <?php e ?>. Ogni qualvolta
il server Web incontrerà tali campi passerà il controllo al parser
PHP che si occuperà dellinterpretazione di tutto ciò che racchiudono.
Ricordiamo, per inciso, che esistono altri tre stili alternativi
per racchiudere il codice PHP; queste sono
I tag <? e ?>;
I tag <script language = php> e </script>;
I tag <% e %>.
La possibilità di poter usare questi stili alternativi dipende dalla
configurazione usata, mentre è sempre disponibile quello dellesempio
appena visto. Per questa ragione esso sarà quello utilizzato nel
prosieguo di questo corso.
Vediamo un file contenente le seguenti righe di codice:
<HTML>
<BODY>
<?php
echo (Buongiorno mondo!);
// visualizziamo un messaggio di saluto
echo (Sono una pagina PHP!);
/* visualizziamo un messaggio
di presentazione */
echo (Sono un esempio del corso di Software Planet);
# facciamo un omaggio al nostro sito
?>
</BODY>
</HTML>
La funzione echo non fa altro che stampare sulla browser
il suo argomento ossia la stringa racchiusa allinterno delle
parentesi tonde e i doppi apici ().
Osserviamo subito che PHP è stilisticamente molto somigliante ai
linguaggi procedurali, e presenta molte analogie con il Linguaggio
C. Salta subito allocchio che le istruzioni sono separate
dal punto-e-virgola (;). Il punto-e-virgola non va inserito dopo
lultima istruzione se questa ed il tag ?> si trovano
sulla stessa riga. Notiamo inoltre che dopo, ciascuna delle due
istruzioni, abbiamo apposto dei commenti, usando tre stili
differenti; come in C o C++ la sequenza // verrà interpreta
come linizio di un commento che si chiude alla fine della
riga corrente. Lo stesso effetto sarà ottenuto usando il carattere
#, mentre i caratteri /* segneranno linizio
di un commento chiuso dalla sequenza */.
Nelle prossime lezioni vedremo quali tipi di dati sono disponibili
per il programmatore PHP.
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