Corso di Java

Presentazione di Sun JDK

 

Come per qualsiasi altro linguaggio di programmazione, per lavorare con Java occorre disporre di uno strumento di sviluppo appropriato.
Diversi sono i prodotti commerciali attualmente diffusi per questo scopo: Sun Java Workshop, Symantec Visual Café, Inprise JBuilder, Microsoft Visual J++ e tanti altri, meno complessi ma altrettanto efficienti.
Il pregio principale di questi ambienti è sicuramente la possibilità di progettare interfacce utente direttamente “disegnandole” sullo schermo, secondo una prassi di programmazione visuale intuitiva, pratica e veloce; d’altro canto, però, il loro utilizzo richiede una spesa non indifferente per l’acquisto.
Per il nostro corso, faremo riferimento ad un tool di sviluppo distribuito gratuitamente da Sun Microsystems (http://java.sun.com) e spesso incluso nei CD di varie riviste d’informatica.

Sun Java Development Kit (JDK) non è un ambiente di sviluppo vero e proprio, si tratta piuttosto di una serie di programmi per la compilazione, il debug e l’esecuzione di programmi scritti in Java; la versione del JDK cui ci riferiremo è la 1.2.2 (denominata Java 2 Source Development Kit), ma per gran parte del corso è sufficiente possedere una qualsiasi versione a partire dalla 1.1.4.
Da adesso in poi presupporremo di disporre già di una versione di JDK installata (per la versione Windows basta lanciare l’applicativo, come per qualsiasi altro programma).
Per prima cosa apriamo la directory in cui JDK è installato e diamo un’occhiata alla subdirectory bin.
Essa contiene una serie di programmi eseguibili: se provate a cliccare su uno di essi otterrete solo messaggi di errore, o tutt’al più vedrete una finestra DOS aprirsi e subito richiudersi! Cosa è successo?
Semplicemente sono programmi che funzionano solo da linea di comando; qui emerge la principale differenza tra JDK e gli altri ambienti di sviluppo commerciali: non include un’editor per il codice sorgente.

Non vi scandalizzate per questo: Sun ha deciso di fornire solo l’essenziale, ma JDK è completo e con esso è possibile fare tutto quello che serve per programmare in Java.
Comunque l’assenza di editor non è un handicap per noi, anche se gli utenti Linux hanno un vantaggio in più.
Infatti gli editor più semplici per Windows (Notepad o edit del DOS) non hanno la possibilità di evidenziare le parole chiave del codice sorgente, come invece fanno emacs o vi per Linux.
Ciò non costituisce un grosso problema per piccoli programmi, ma via via che si creano applicativi più corposi, la leggibilità del codice ne risente.
Creiamo da qualche parte nel nostro hard disk una directory dedicata a questo corso.
A questo punto copiate il piccolo programma Java riportato di seguito, utilizzando un editor a vostra scelta (non preoccupatevi se al momento non ci capite nulla, sarà tutto spiegato e chiarito in seguito):

class Ciao {
    public static void main(String[] args) {
        System.out.println("Ciao!");
    }
}

Perché la compilazione sia possibile è necessario salvare il file col nome Ciao.java (se utilizzate un programma Windows mettete il nome del file tra doppi apici, altrimenti ad esso verrà aggiunta l’estensione di default dell’editor) nella directory che abbiamo prima creato.
Sin da adesso è consigliabile non utilizzare le operazioni Copia&Incolla per copiare il codice di esempio: gli errori di sintassi che inevitabilmente si compiono all’inizio, anche se irritanti, sono necessari per acquisire una maggiore padronanza del linguaggio!
Se stiamo lavorando in ambiente Windows apriamo una finestra DOS, accediamo alla directory del corso e digitiamo il seguente comando:

javac Ciao.java

Se stiamo lavorando con Linux da X Window, apriamo una consolle virtuale e facciamo altrettanto.
Se non avete prima consultato la documentazione del JDK e seguito le istruzioni in essa riportate otterrete sicuramente un errore; se lo avete già fatto e la compilazione ha avuto esito positivo potete listare il contenuto della directory e vedrete che è spuntato un file col nome Ciao.class.

Per vedere il risultato del programma di esempio digitate il comando:

java Ciao

Come avrete ben capito javac è il compilatore dei sorgenti e java l’interprete di bytecode.
Chi non ha ottenuto segnalazioni di errore nella fase precedente, può saltare quest’ultima parte della lezione e attendere con impazienza la prossima; per chi, invece, non è riuscito a compilare il codice sorgente sarà utile pazientare ancora un pò…
Se il messaggio di errore è:

Comando o nome file non valido

occorre aprire il file c:\autoexec.bat e inserire la riga:

SET PATH=%PATH%;C:\<JDKDIR>\bin

dove <JDKDIR> è la directory in cui JDK è stato installato.
Anche gli utenti Linux dovranno includere il percorso di installazione di JDK nella variabile d’ambiente PATH.
Salvate il file, riavviate il sistema operativo e riprovate a compilare.
Buona fortuna!

 

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