Con questa puntata iniziamo un interessante excursus allinterno
di un campo molto vario ed affascinante, quello dei sistemi operativi,
del quale vedremo differenti aspetti di sicuro interesse, sia per
gli appassionati del genere sia per i comuni utenti del classico
PC.
Il corso si articolerà essenzialmente in tre parti: la prima parte
introdurrà i concetti teorici di base dei sistemi operativi tradizionali;
nella seconda parte vedremo una rassegna dei sistemi operativi attualmente
in circolazione, dai classici sistemi Microsoft allaffermato
Linux agli emergenti BeOS e QNX; infine, nella terza parte, approfondiremo
la conoscenza della filosofia GNU e della sua GPL (General Public
License), e di Linux in particolare, alla diffusione del quale si
deve, principalmente, limpetuosa avanzata dellOpen Source
alla quale stiamo tuttora assistendo.
Data la loro maggiore diffusione, prenderemo in considerazione principalmente
le architetture Intel e quelle ad esse compatibili, evidenziando,
quando possibile, disponibilità e caratteristiche per le altre piattaforme.
Per eventuali suggerimenti e segnalazioni potete fare riferimento
direttamente al redattore del corso (Angelo
Carpenzano) o al webmaster di Software Planet (Tommaso Trani).
Cominciamo ricordando che un sistema di elaborazione può essere
suddiviso, in prima approssimazione, in due componenti: lhardware
e il software.
Con il termine hardware si intende essenzialmente linsieme
dei costituenti fisici di un computer: circuiti integrati, fili,
alimentatori, tubi a raggi catodici e altri dispositivi di questo
genere.
Con il termine software si intende una grandissima categoria di
programmi e applicazioni, senza i quali un computer, secondo la
definizione dellautorevole professore A. S. Tanenbaum (http://www.cs.vu.nl/~ast/),
non sarebbe altro che un ammasso di ferraglia.
E il software, infatti, che consente ad un calcolatore di
memorizzare ed elaborare informazioni, di inviare e ricevere e-mail
da Internet, di far girare un gioco davventura, di eseguire
tutta una serie di compiti, più o meno complessi, che lo rendono
utile e, ai nostri giorni, indispensabile per molti (pensiamo a
quante persone ci si guadagnano da vivere!).
Non bisogna dimenticare, tuttavia, che il software esiste anche
in moltissime altre macchine di cui si fa uso abitualmente: dalle
centraline di controllo delle automobili ai programmi di lavaggio
delle moderne lavatrici, dai sistemi di navigazione aerospaziale
ai telefoni cellulari
E comunque evidente che tutti questi sistemi sono dedicati
ad uno scopo ben preciso e, con rare e lievi eccezioni, durante
il loro ciclo di vita non subiscono modifiche di comportamento;
in questo si differenziano dai computer, oltre che per ovvie caratteristiche
fisiche quali dimensioni, forma e complessità.
Un calcolatore può essere anchesso adibito ad un solo uso:
si pensi, ad es., ai grossi mainframe che si occupano di raccogliere
ed elaborare i dati provenienti dai satelliti e dalle stazioni orbitanti
sparpagliate intorno al nostro pianeta.
Diverso è il caso dei personal computer, ai quali, invece, viene
chiesto di soddisfare un ampio ventaglio di esigenze diverse; si
suole dire che il PC è general purpose, per indicare proprio
questa caratteristica di estrema varietà di applicazioni ed usi
che gli vengono assegnati.
In un sistema del genere è chiaro che i problemi si complicano,
perché si richiede che più applicazioni girino contemporaneamente
e che più utenti possano simultaneamente accedere alle risorse della
macchina per stampare, collegarsi ad Internet, accedere ad un server
remoto in una rete locale, e tanto altro ancora.
E in uno scenario di questo tipo che sorge lesigenza
di avere qualcosa che si occupi di gestire questa complessità.
Questo qualcosa è proprio il sistema operativo, di cui cominceremo
a parlare a partire dalla prossima puntata.
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