La parola cookies deriva dallo slang americano e significa letteralmente
"biscotti": nell'universo di internet, tuttavia, questo
termina indica un meccanismo generale che può essere utilizzato
da connessioni lato server (come ad esempio script CGI) per memorizzare
e recuperare informazioni sul lato client della connessione.
Niente panico. Tradotto in un linguaggio più accessibile, quando
si parla di cookie si fa riferimento ad un insieme di informazioni
che da un'applicazione passa ad un'altra. Questo scambio tra l'applicazione
che crea ed invia il cookie (lato server) e l'altra applicazione
(lato client) avviene nella speranza che le informazioni passate
vengano prima o poi ritornate, in modo da sapere intanto chi si
ha davanti e, in caso l'applicazione sia nella lista di quelle "conosciute",
utilizzare le informazioni precedentemente inviate per utili scopi.
Utilizzando i "biscotti" è possibile, sia pure con alcune
limitazioni, mantenere delle informazioni sul client in modo persistente
e quindi condividere uno stato attraverso più pagine o script.
Nella pratica i cookies funzionano in due modi differenti:
- quando le due applicazioni vengono in contatto per la prima volta
avviene un semplice invio di informazioni con cui l'applicazione
atta ad inviare salva uno stato o, in generale, delle informazioni
in un file ricevuto dal client;
- nel caso in cui le due applicazioni si rincontrino successivamente,
l'applicazione che funge all'invio dei dati verifica di aver già
mandato le informazioni all'altra: se la ricerca ha esito negativo,
si torna al primo caso, se invece ha esito positivo, si preoccupa
di leggere tali informazioni per utilizzarle per diversi scopi che
vedremo in seguito.
Abbiamo parlato fino a questo momento di "due applicazioni",
definendole come un server ed un client: ebbene, portando queste
nozioni agli strumenti che siamo abituati ad utilizzare, possiamo
tranquillamente parlare anche di webserver e di browser. Il webserver,
quindi, è l'applicazione che ha lo scopo di inviare e verificare
i dati, il browser, invece, deve soltanto riceverli e lasciarli
leggere al server in caso questi vengano a contatto più di una volta.
L'utilizzazione più comune dei cookies è quella di salvare lo stato
del client in modo da poterlo ricreare ai suoi successivi passaggi;
in questo modo, è possibile per il webserver personalizzare il proprio
servizio, comportandosi in maniera differente a seconda dell'utente
che ha davanti.
A cosa servono?
Facciamo un esempio. Pensate al webserver come ad un supermercato:
ciascun cliente sceglie i prodotti che più gli interessano in base
ai prezzi, alle marche ecc. lasciando da parte gli altri, monitorando
le sue scelte sarà possibile capirne le abitudini e gli stili di
vita, offrendo già cioè che il consumatore vuole e di conseguenza
migliorando le vendite.
I cookies svolgono una funzione analoga: permettono di salvare
le scelte degli utenti in modo da saperle utilizzare in seguito.
E' come se, nel supermercato, dopo la prima spesa, questo sapesse
già quali sono le nostre scelte e ci presentasse i prodotti con
un determinato prezzo e di una determinata marca non appena entrati.
Il webserver usa le informazioni contenute nel file cookie, residente
nel computer del visitatore, per offrire delle corsie preferenziali
in cui l'utente è libero di muoversi come più gli interessa
Altre volte invece queste informazioni rappresentano delle scelte
assolute, ad esempio quando un server si cura di sapere lo stato
di provenienza dei visitatori, e presentando loro di conseguenza
una o più pagine tradotte nel loro linguaggio.
Un altro impiego è dato dalle possibilità con i cookies che abbiamo
inviato agli utenti di avere informazioni utili sulla loro attività
sul nostro server, come il numero di visite totali o giornaliere,
da quanto tempo non tornano sulle nostra pagine, quante persone
che erano venute a farci visita la settimana scorsa sono tornate
anche questa, quanti, dopo aver visto un annuncio, sono tornati
ecc. In questo caso non ci interessiamo agli "itinerari in
rete degli utenti", bensì ad avere informazioni utili per la
gestione dei siti.
Le possibili applicazioni sono quindi numerose e sicuramente, esemplificandone
alcune, ci renderemo conto di averne già incontrate. Il caso più
tipico e rappresentativo ci viene fornito da quei siti su cui vediamo
link del tipo "Personalizza questa pagina" e che ci danno
la possibilità di scegliere i colori con cui essa viene visualizzata
e, sempre più spesso, il tipo di contenuti che più ci interessa;
si pensi, in proposito, ai vari my.netscape.com
o my.yahoo.com e così via. Un'altra applicazione
tipica è quella di memorizzare determinate informazioni per evitare
al navigatore di doverle immettere più di una volta; ad esempio,
chi usa servizi di webmail spesso ha la possibilità di fare in modo,
al momento di accedere alla propria casella di posta, di essere
"riconosciuto" e di dover inserire solo la password.
Nella prossima lezione vedremo perché i biscotti siano
così interessanti per la privacy.
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