PGP (Pretty Good Privacy) e' un programma di crittografia a chiave pubblica,
anzi non è sbagliato dire che e' il programma per la crittografia
nella posta elettronica. Con PGP e' possibile codificare un messaggio
in modo che solo il destinatario possa leggerlo, e non una terza
persona, inoltre e' possibile autenticare il mittente ed il messaggio,
rispondendo in questo modo alle esigenze fondamentali di riservatezza
e sicurezza della corrispondenza privata.
La corrispondenza per posta elettronica infatti se da un lato
presenta innumerevoli vantaggi, dall’altro purtroppo fornisce
un basso grado di sicurezza. E' infatti molto semplice per una
terza persona andare a leggere messaggi privati destinati ad altri,
oppure alterare un messaggio inviato da un altro, oppure ancora
inviarne uno con il nome di un altro. Questi problemi possono
essere risolti con PGP, un programma liberamente distribuito e
quindi alla portata di tutti, gratuitamente.
"Ma io non ho nulla da nascondere" si potrà pensare.
Certo, nessuno di noi ha qualcosa da nascondere, pero' perché
non proteggere la nostra corrispondenza da occhi ed orecchie
indiscrete, la privacy è un diritto elementare in uno Stato democratico,
già garantito dalla legge per quanto riguarda la posta ordinaria
ed il telefono.
Vi ricordo infatti che l'articolo 15 della Costituzione della
Repubblica Italiana garantisce la privacy per qualunque forma
di corrispondenza e quando scriviamo una lettera a un amico, anche
solo per dirgli cosa faremo nelle vacanze, mettiamo il nostro
messaggio dentro una busta: ecco il PGP rappresenta l’equivalente
della busta in Internet.
Purtroppo negli ultimi tempi stiamo assistendo ad una campagna
di disinformazione circa Internet e la Telematica in generale,
in cui non viene risparmiata la crittografia, vista da alcuni
come strumento per malintenzionati o società segrete. Si tratta
invece di uno strumento di libertà da mettere a disposizione di
tutti, e la cui diffusione riveste quindi una importanza fondamentale,
in vista del ruolo sempre maggiore assunto dalla telematica quale
mezzo quotidiano per la comunicazione su scala mondiale.
La realizzazione del programma PGP ha introdotto una cultura nuova
nella crittografia, perché ha consentito di fornire questo strumento,
prima riservato a pochi iniziati, a chiunque, rendendolo quindi
utilizzabile estensivamente quale normale strumento di privacy
e sicurezza, e non (solo) quale strumento di protezione di segreti.
Come funziona la crittografia PGP?
Cominciamo dall’inizio, ovvero dalla crittografia. La crittografia
è la scienza che utilizza la matematica per criptare (cifrare,
nascondere, mimetizzare ..) e decriptare le informazioni, permette
cioè di conservare o spedire dati attraverso reti o canali non
troppo sicuri (come Internet) cosicché nessuno possa leggerli
eccetto i giusti destinatari.
“There are two kind of cryptography in this world: criptography
that will stop your kid siter from reading your files, and criptography
that will stop major governments from reading your files.”
Bruce Schneier
Il problema storico della crittografia classica si può riassumere
in questo modo: per potere cifrare un messaggio
si deve utilizzare una chiave (segreta o simmetrica) con cui effettuare
la cifratura. La stessa chiave deve essere poi usata per decodificare
il messaggio cifrato. Per intenderci se Topolino volesse inviare
un messaggio codificato al suo amico destinatario Pippo, avrebbe
il problema di fargli avere anche la chiave segreta, con la quale
egli potrà decodificare il messaggio.

Mettiamo pero' che Pippo stia all'altro capo del mondo e non ci
sia un canale sicuro per trasmettere la chiave, questo sistema
non potrebbe funzionare, data la forte probabilità che la chiave
venga intercettata. Per esempio, se io non voglio che un messaggio
e-mail sia letto da altri, sarebbe inutile codificarlo in modo
convenzionale e poi inviare la chiave usata per la codifica ancora
per e-mail, sarebbe poco sicuro, no?
Per codificare un messaggio occorrono quindi due cose: un algoritmo
crittografico, detto anche cifrario (una funzione matematica che
viene usata nel processo di criptazione/decriptazione) e una chiave
segreta (un numero, una parola, una frase …). La sicurezza
di una informazione criptata dipende interamente da queste due
cose: la potenza dell’algoritmo e la segretezza della chiave.
Un esempio di cifrario tradizionale è il Cifrario di Giulio Cesare.
In questo caso l’algoritmo è dato dalla sfalsatura dell’alfabeto
e la chiave è il numero che esprime di quanto i caratteri vengono
sfalsati.
Per esempio se codifichiamo la parola SOFTWARE usando una chiave
con valore 3 noi “spostiamo” l’alfabeto in modo
che esso inizi con la lettera D:
ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ
diventa:
DEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZABC
dove D=A, E=B, F=C e così via.
Usando questo schema il testo “SOFTWARE” una volta
codificato verrebbe espresso come “VRIWZDUH”. Per
permettere a un’altra persona di leggere il testo correttamente
occorrerebbe comunicargli che la chiave è 3.
Nella prossima lezione vedremo quale criterio è stato invece adottato
da PGP.
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