Corso di Perl

Installare Linux in due puntate II

 

A questo punto, sia che abbiate fatto tutto a mano, sia che abbiate usato Partition Magic, avete un bel po’ di spazio libero per Linux. Inserite nel lettore CD la vostra distribuzione, e dategli il via (forse dovrete riavviare il computer). Nelle inevitabili domande che vi verranno rivolte, dovrete fare in modo che la distribuzione capisca di non toccare Windows e di installarsi nello spazio rimanente. In alcune, avrete un equivalente di fdisk, dove potete creare la partizione Linux. Purtroppo, non posso darvi informazioni dettagliate su questo punto importante, perché ogni distribuzione ha il suo metodo. Ancora una volta, sta a voi.

Un passo importante dell’installazione, che sicuramente incontrerete se avete ancora Windows sul disco fisso, è di installare Lilo. Questa operazione potrebbe esservi presentata come “sovrascrivere il Master Boot Record”, oppure come “attivare il modo dual-boot”. Sono tutti modi diversi di dire la stessa cosa: vi dà la possibilità, all’accensione del computer, di scegliere quale sistema operativo far partire,  Linux o Windows. E’ molto importante che questo passo venga completato, altrimenti vi ritroverete un solo sistema operativo utilizzabile, in genere Linux.

Altri problemi che potete incontrare nell’installazione riguardano il riconoscimento del vostro hardware. Tutti i pezzi del vostro computer funzionano bene con Windows (più o meno…), perché sono stati progettati per questo. Per Linux invece può non essere così facile, e alcune schede esotiche o poco diffuse potrebbero essere difficili da far funzionare. In genere, la distribuzione tenta di indovinare marca e modello di ciò che avete (il Caldera OpenLinux è particolarmente bravo in questa fase ostica dell’installazione), ma se la cosa non riesce dovrete fornire voi le informazioni richieste. Perciò, tenete i manuali a portata di mano.

Alla fine, se tutto è andato bene, Linux partirà e vi ritroverete uno schermo che vi chiede login e password. Il login è il vostro nome utente, il nome con cui vi identificate quando volete usare il computer. Ricordatevi che Linux, in quanto Unix, è multiutente, e più di una persona può usare il computer contemporaneamente (ovviamente non potete attaccarci due tastiere, è una cosa che si fa via rete). Perciò, non potete accenderlo e basta, dovete dire anche chi siete. Ogni utente ha poi una password, segreta e personale per ovvi motivi.

L’unico utente presente al momento è l’utente chiamato “root” (in Inglese, radice).. Root è l’amministratore di sistema, dotato di tutti i poteri. Probabilmente, durante l’installazione vi è stata chiesta la password di root. Perciò, adesso non avete altra scelta che fare login scrivendo “root” come username e la password che avete specificato prima. Occhio a non confondere le maiuscole con le minuscole! In Unix “a” e “A” sono due lettere differenti! E’ molto facile fare confusione, abituati come siamo a mescolarle senza problemi sotto Windows. Ma tant’è, bisogna adattarsi.

La prima cosa da fare è creare un altro utente. Aprite una finestra terminale (da qualche parte nei menù ci sarà un terminal, detto anche xterm), e date il comando “adduser pippo” o “useradd pippo” per aggiungere un utente chiamato pippo (metteteci il vostro nome!). Ho messo entrambe le versioni dei comandi, perché ci sono molti dialetti Unix in giro, ed è meglio andare sul sicuro. Rispondete alle domande sulla password e sulle altre amenità e avrete creato l’utente. Uscite da Linux (si dice “fare logout”, troverete sicuramente questa opzione nei menù), e rifate login con l’utente appena creato. Ora siete un normale utente Linux.

Sono stato anche troppo lungo per questo corso. D’ora in poi, su Linux dovrete camminare con le vostre gambe. Ricordatevi che l’interfaccia a caratteri è molto, molto più potente del DOS, e infatti gran parte delle funzioni migliori di Linux non le troverete nelle finestre, ma nascoste nella miriade di comandi testuali. Molti programmi che siete abituati a vedere in fienestra, su Linux possono (e a volte devono) partire dalla linea di comando. Ad esempio, alcuni lettori mp3! Il comando più importante è “man”, abbreviazione di manuale. Ad esempio, “man ls” vi mostra il file di aiuto (la man page) sul comando “ls”, che è l’equivalente Unix del dir che trovate nel DOS.
Troverete tonnellate di documentazione e di files di aiuto sul CD della distribuzione. Particolarmente importante è la serie degli How-To (come fare per), che vi guideranno nelle procedure più difficili.

 

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