Sebbene UNIX fosse ancora di proprietà della AT&T, la compagnia non aveva
realizzato granché con la sua commercializzazione fino alla metà
degli anni '80, quando X/Open mostrò chiaramente che una sola
versione standard di UNIX era il maggior interesse dell'industria
e dei suoi clienti.
Il problema allora fu quale dovesse essere questa versione unica.
Allo scopo di unificare il mercato, nel 1987 AT&T annunciò
un accordo con Sun Microsystems, il principale pretendente della
versione BSD.
Ma il resto del mondo industriale vide lo sviluppo con considerevole
preoccupazione: credendo che i loro mercati fossero minacciati,
le altre compagnie formarono un gruppo per sviluppare un proprio
“nuovo” sistema aperto, dando vita ad una nuova organizzazione,
la Open Software Foundation (OSF).
Per tutta risposta AT&T e Sun formarono UNIX International.
In questo scenario “bellico”, che vedeva i venditori
di sistemi divisi in due campi, raccolti attorno alle due dominanti
tecnologie di sistema UNIX: il System V (system five) di
AT&T e il sistema di OSF, chiamato OSF/1, al centro,
equidistante da entrambi i contendenti, stava ancora la X/Open
Company, che nel frattempo continuava il processo di standardizzazione
delle API, necessario per le specifiche di un sistema operativo
aperto.
Inoltre, il lavoro di X/Open andava oltre il livello strettamente
attinente al sistema operativo, sviluppando o adottando specifiche
standard per i linguaggi, la connettività ai database, il networking
e altro ancora.
I risultati di questo lavoro furono pubblicati nelle X/Open
Portability Guides (XPG) e durante gli anni '90 si
manifestò un grande interesse da parte di un gran numero di organizzazioni
ad usare X/Open come base per il progetto dei loro sistemi.
Nel 1993, AT&T vendette gli UNIX System Laboratories a Novell,
che cercava un sistema operativo robusto da collegare alla sua
linea di prodotti NetWare.
Nel contempo, la compagnia riconobbe che attribuire il controllo
delle specifiche e del marchio ad una organizzazione indipendente
da qualsiasi venditore avrebbe ulteriormente incrementato il valore
di UNIX come fondamento di sistemi aperti.
Così le parti costituenti del sistema UNIX, precedentemente “possedute”
da una singola entità, divennero completamente separate.
Nel 1995 SCO acquisì UNIX da Novell e il codice sorgente e la
tecnologia del sistema continuano ad essere sviluppati da SCO.
Nello stesso anno X/Open introdusse il marchio UNIX 95
per i sistemi di computer che rispettassero la specifica Single
UNIX Specification, ancor oggi sviluppata all'interno di The
Open Group (di cui X/Open fa parte).
L'aver reso queste specifiche di interfaccia libere da tecnologie
proprietarie ha permesso a molti sistemi di supportare la filosofia
UNIX, ovvero quella di avere piccoli, spesso semplici, strumenti
che possono essere combinati in molti modi per realizzare compiti
anche complessi.
Il movimento Open Source
si basa proprio su questo stabile fondamento ed ha creato una
sorta di “resurrezione” dell'entusiasmo e dell'interesse
verso la filosofia UNIX.
Una menzione particolare merita POSIX (acronimo per “Portable
Operating System Interface for uniX”), un insieme di standard
il cui obiettivo è principalmente quello di facilitare lo sviluppo
di software multipiattaforma tra sistemi Unix differenti, tramite
la definizione di alcune linee guida che devono essere seguite
dai venditori i sistemi operativi.
In teoria, uno sviluppatore dovrebbe scrivere solo una volta un
programma che possa girare su tutti i sistemi POSIX-compatibili,
ma in realtà quello che accade, nel migliore dei casi, è la necessità
di riscrivere almeno alcune piccole parti del software per adattarlo
al particolare sistema.
La maggior parte delle moderne implementazioni commerciali di
UNIX e parecchi sistemi free sono POSIX-compatibili.
E’ bene tener presente che le specifiche POSIX descrivono
un sistema operativo simile a Unix, ma che non deve essere necessariamente
un sistema Unix; tant’è che, sebbene pesantemente basati
sulle versioni BSD e System V, anche sistemi non-Unix come Microsoft
Windows NT e IBM OpenEdition MVS sono
POSIX-compatibili.
Attualmente esistono differenti versioni di POSIX, ma le più importanti
sono POSIX.1 e POSIX.2, che definiscono le chiamate di sistema
e l’interfaccia della linea di comando, rispettivamente.
Esistono anche altri sforzi di standardizzazione in ambiente Unix,
tra i quali i più promettenti sembrano essere le linee guida di
Open Group XPG e le SVID (System V Interface Definitions).
Tuttavia, POSIX rimane l’unico grande standard approvato
dalle organizzazioni di standard indipendenti.
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