Corso di Privacy

Spam, spam, spam ... - Parte II

 

Nella precedente lezione abbiamo introdotto lo spam, spiegato cosè e detto che si tratta di una vero e proprio abuso. Ma perchè?
Ricevere dello spam nella casella di posta elettronica significa che qualcuno è venuto in possesso di indirizzi internet appartenenti a persone del tutto all'oscuro della sua esistenza e niente affatto interessate alle sue attività e che questi indirizzi vengono utilizzati per inviare e-mail non richiesti, che provocano solo incomodo ai riceventi. Il punto rilevante della questione è che per usare legittimamente la posta elettronica occorre che ogni messaggio sia consensuale. La cosa non deve stupire: indipendentemente dal fatto di essere in rete, ogni forma di comunicazione tra persone civili è sempre consensuale. Perché ciò si verifichi, occorre che il destinatario abbia autorizzato la comunicazione, esplicitamente o implicitamente. Per esempio, amici e conoscenti non necessitano di autorizzazione esplicita; oppure, se scrivo un messaggio su un newsgroup indicando in tale messaggio il mio indirizzo di email, chiunque è implicitamente autorizzato a scrivermi in merito al contenuto del mio messaggio; se lascio che il mio indirizzo di e-mail compaia su un sito web, chiunque è implicitamente autorizzato a scrivermi in merito alla ragione per cui il mio indirizzo si trova lì. L'abuso avviene quando qualcuno che io non conosco, raccolto il mio indirizzo dai newsgroup o da un sito web o in qualsiasi altro modo, inizia ad inviarmi messaggi che non c'entrano nulla.
Una facile obiezione potrebbe essere che chi divulga il proprio indirizzo di email non accetta forse implicitamente di ricevere della corrispondenza? Altrimenti tenga l'indirizzo riservato!

Personalmente non mi trovo d'accordo con questa affermazione: i nostri numeri telefonici sono pubblicati in un elenco liberamente consultabile da ogni cittadino, ma questo non autorizza nessuno ad assillarci con telefonate su argomenti che non ci interessano o di cui non vogliamo parlare con sconosciuti. Personalemte ritengo che la netiquette preveda che quando ciascuno di noi rende visibile il proprio indirizzo di email, per esempio sul proprio sito o nei propri post su usenet o in altre situazioni, intende sì fornire a chiunque la possibilità di usarlo ma nell'interesse del proprietario di tale indirizzo (colui che paga per quella mailbox). Per fare un esempio sia il mio indirizzo e-mail che la mia home page sono riportati nel mio breve curriculum che potete leggere nella pagina dedicata ai membri dello staff: è stata messa affinchè se qualche lettore di Software Planet vuole contattarmi con dubbi, quesiti o altro relativamente all'argomento del mio corso possa avere la possibilità di farlo liberamente e io sarò felice di fornire tutti i chiarimenti possibili, ma perchè dovrei essere contento di ricevere messaggi che non mi interessano? Se sia o meno nel mio interesse venire contattato per informarmi di una meravigliosa cura contro la calvizie precoce (e vi assicuro che non è ho proprio bisogno) sono sempre io che lo devo decidere e rendere esplicito.

Il contenuto di questi messaggi è assolutamente irrilevante: pubblicità, propaganda politica o religiosa, richieste di beneficenza per cause nobilissime, inviti a visitare questo o quel sito, non mi importa assolutamente nulla: la mia casella postale ed il mio tempo non sono a disposizione di chiunque mi voglia scrivere su quel che pare a lui e per cui soprattutto PAGO IO!

Che fare se si riceve uno spam?

Beh ... la prima cosa da fare è ... non cascarci! Potete stare sicuri che si tratta di corrispondenza non seria. Normalmente infatti si tratta di pubblicità e di inziative di marketing su qualsiasi cosa: da prodotti miracolosi per far crescere i capelli a servizi porno, ad organizzazioni di multi-level marketing, a proposte di investimenti con rendimenti tanto elevati quanto improbabili, senza dimenticare le buone vecchie catene di S. Antonio (note come chain-letter) o i make-money-fast, ovvero “vuoi diventare miliardario in 5 minuti? Ne bastano 4.”.

In poche parole: spazzatura. Cose al di fuori del normale mercato e sovente anche dalla legge, che è preferibile ignorare vista la loro inattendibilità e inutilità. Questo anche per un altro motivo: come abbiamo già detto, i costi dello spam non sono pagati da chi lo invia, ma da chi lo riceve. Con pochi minuti di connessione uno spammer può spedire lo stesso messaggio in copia anche a decine o centinaia di migliaia di persone e, essendo per lui il costo quasi nullo, basta che uno solo dei destinatari ci caschi perché ogni spesa venga ripianata abbondantemente.

Già ma allora ... che fare? Questo lo vedremo la prossima puntata intitolata: “Come difendersi dallo SPAM?”



 

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