Nella precedente lezione abbiamo introdotto lo spam, spiegato cosè e detto
che si tratta di una vero e proprio abuso. Ma perchè?
Ricevere dello spam nella casella di posta elettronica significa
che qualcuno è venuto in possesso di indirizzi internet appartenenti
a persone del tutto all'oscuro della sua esistenza e niente affatto
interessate alle sue attività e che questi indirizzi vengono utilizzati
per inviare e-mail non richiesti, che provocano solo incomodo
ai riceventi. Il punto rilevante della questione è che per usare
legittimamente la posta elettronica occorre che ogni messaggio
sia consensuale. La cosa non deve stupire: indipendentemente
dal fatto di essere in rete, ogni forma di comunicazione tra persone
civili è sempre consensuale. Perché ciò si verifichi, occorre
che il destinatario abbia autorizzato la comunicazione, esplicitamente
o implicitamente. Per esempio, amici e conoscenti non necessitano
di autorizzazione esplicita; oppure, se scrivo un messaggio su
un newsgroup indicando in tale messaggio il mio indirizzo di email,
chiunque è implicitamente autorizzato a scrivermi in merito
al contenuto del mio messaggio; se lascio che il mio indirizzo
di e-mail compaia su un sito web, chiunque è implicitamente autorizzato
a scrivermi in merito alla ragione per cui il mio indirizzo
si trova lì. L'abuso avviene quando qualcuno che io non conosco,
raccolto il mio indirizzo dai newsgroup o da un sito web o in
qualsiasi altro modo, inizia ad inviarmi messaggi che non c'entrano
nulla.
Una facile obiezione potrebbe essere che chi divulga il proprio
indirizzo di email non accetta forse implicitamente di ricevere
della corrispondenza? Altrimenti tenga l'indirizzo riservato!
Personalmente non mi trovo d'accordo con questa affermazione:
i nostri numeri telefonici sono pubblicati in un elenco liberamente
consultabile da ogni cittadino, ma questo non autorizza nessuno
ad assillarci con telefonate su argomenti che non ci interessano
o di cui non vogliamo parlare con sconosciuti. Personalemte
ritengo che la netiquette preveda che quando ciascuno di noi rende
visibile il proprio indirizzo di email, per esempio sul proprio
sito o nei propri post su usenet o in altre situazioni, intende
sì fornire a chiunque la possibilità di usarlo ma nell'interesse
del proprietario di tale indirizzo (colui che paga per quella
mailbox). Per fare un esempio sia il mio indirizzo e-mail
che la mia home page sono riportati nel mio breve curriculum che
potete leggere nella pagina dedicata ai membri dello staff: è
stata messa affinchè se qualche lettore di Software Planet vuole
contattarmi con dubbi, quesiti o altro relativamente all'argomento
del mio corso possa avere la possibilità di farlo liberamente
e io sarò felice di fornire tutti i chiarimenti possibili, ma
perchè dovrei essere contento di ricevere messaggi che non mi
interessano? Se sia o meno nel mio interesse venire contattato
per informarmi di una meravigliosa cura contro la calvizie precoce
(e vi assicuro che non è ho proprio bisogno) sono sempre io che
lo devo decidere e rendere esplicito.
Il contenuto di questi messaggi è assolutamente irrilevante: pubblicità,
propaganda politica o religiosa, richieste di beneficenza per
cause nobilissime, inviti a visitare questo o quel sito, non
mi importa assolutamente nulla: la mia casella postale ed
il mio tempo non sono a disposizione di chiunque mi voglia scrivere
su quel che pare a lui e per cui soprattutto PAGO IO!
Che fare se si riceve uno spam?
Beh ... la prima cosa da fare è ... non cascarci! Potete stare
sicuri che si tratta di corrispondenza non seria. Normalmente
infatti si tratta di pubblicità e di inziative di marketing su
qualsiasi cosa: da prodotti miracolosi per far crescere i capelli
a servizi porno, ad organizzazioni di multi-level marketing, a
proposte di investimenti con rendimenti tanto elevati quanto improbabili,
senza dimenticare le buone vecchie catene di S. Antonio (note
come chain-letter) o i make-money-fast, ovvero “vuoi diventare
miliardario in 5 minuti? Ne bastano 4.”.
In poche parole: spazzatura. Cose al di fuori
del normale mercato e sovente anche dalla legge, che è preferibile
ignorare vista la loro inattendibilità e inutilità. Questo anche
per un altro motivo: come abbiamo già detto, i costi dello spam
non sono pagati da chi lo invia, ma da chi lo riceve. Con pochi
minuti di connessione uno spammer può spedire lo stesso messaggio
in copia anche a decine o centinaia di migliaia di persone e,
essendo per lui il costo quasi nullo, basta che uno solo dei destinatari
ci caschi perché ogni spesa venga ripianata abbondantemente.
Già ma allora ... che fare? Questo lo vedremo la prossima puntata
intitolata: “Come difendersi dallo SPAM?”
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