Corso di Privacy

Spam e pubblicità

 

Quante volte abbiamo sentito dire che la pubblicità è l'anima del commercio? Di sicuro in internet si commercia molto e sono sempre di più le aziende che decidono di aprirsi una finestra nel mondo informatico, magari inizialmente solo per dimostrare di esserci e successivamente come un vero e proprio portale per la vendita dei loro prodotti e servizi.
E' logico quindi aspettarsi che un'azienda voglia farsi conoscere e propagandare la propria attività, così come avviene per gli altri canali. Internet sicuramente rappresenta una grossa opportunità vista sia l'estensione virtualmente infinita dei mercati che i bassi costi sottostanti all'invio massiccio di e-mail pubblicitarie.
Questa pratica si scontra contro due posizioni di fatto: la prima è che internet non è una struttura pubblica messa su apposta per servire noi. Internet è composta da un insieme eterogeneo di reti private,connesse tra loro sulla base di un principio cooperativo, di mutuo e volontario scambio del traffico, senza alcun obbligo salvo i casi di contratti debitamente sottoscritti. A parte il proprio computer e i server del proprio provider (col quale si ha stipulato un contratto che ne regola l'utilizzo), tutto il resto della rete è proprietà privata in cui si ha un accesso regolamentato fino a che i legittimi proprietari delle reti su cui navighiamo o a cui mandiamo posta lo ritengono per loro conveniente.
Come abbiamo già visto fin dalla prima lezione sullo spam, l'invio di mail non desiderate risulta in primis sgradevole proprio perchè ciascuno di noi paga per usufruire della propria mailbox: si paga il proprio provider (se non è gratuito), si paga la connessione telefonica, si paga il proprio computer, il software e, se vogliamo anche il tempo che perdiamo per leggere le email ha un suo costo. Ritenngo quindi che una mailbox possa essere legittimamente utilizzata solo nell'interesse di chi ne paga le spese, e che di questo interesse non faccia parte il contribuire alla diffusione di messaggi pubblicitari non desiderati.

Inoltre, credo che nessuno possa arrogarsi il diritto di stabilire di propria iniziativa che cosa il titolare di una mailbox sia interessato a ricevere a meno che il proprietario non abbia reso evidente che desidera ricevere tali messaggi, rendendo la cosa consensuale.
Chi vuol farsi pubblicità in Internet deve, a mio avviso, tener conto del quadro sopra illustrato, evitando inoltre pericolosi feedback negativi da parte dei navigatori irritati dalla corrispondenza sgradita. La soluzione ideale consiste nell'inviare email pubblicitarie solo a chi ne fa una esplicita richiesta, utilizzando le opt-in mailing lists. Queste mailing list forniscono indirizzi email di persone direttamente interessate ad avere informazioni e contatti, sono quindi perfettamente consensuali e risolvono ogni problema di privacy. Opt-in significa infatti essere sicuri che le email non sono sgradite (dato che sono state richieste dai destinatari) e che quindi non si avrà alcun problema con il proprio provider. Ma soprattutto, significa avere un tasso di risposta utile che, con il semplice invio non sollecitato, non sarebbe possibile realizzare.
Un buon indirizzo per trovare link a risorse basate sulla opt-in è http://spam.abuse.net/good-marketing.html
In particolare io ho visitato due lists:
1) IDG ( http://www.idglist.com/ ) caratterizzata dall'esistenza anche di liste finalizzate al contatto business to business. Impressionante per numero di iscritti è la lista Publish con oltre 83000 manager e quadri, particolarmente interessante per chi volesse offrire cataloghi elettronici.
2) PostmasterDirect (http://www.postmasterdirect.com ). L'ultima volta che l'ho visistata forniva un incredibile elenco di oltre 1500 liste su tutti gli argomenti possibili immaginabili.
Unica pecca: non ho ancora trovato nessuna opt-in list interamente dedicata al pubblico italiano, questi servizi risultino quindi particolarmente indicate a chi vuole rivolgersi a una clientela internazionale. A una prima analisi mi sembra che i loro costi siano ragionevolmente interessanti, tenendo conto delle potenzialità, ma non avendo io mai affrontato direttamente questa esperienza non sono in grado di fornire un giudizio in merito.

Mi sembra di poter concludere affermando che i mezzi a disposizione esistono, hanno notevoli e costi da valutare. Quindi, perchè inviare dello spam, specie se si è sicuri dell'effetto negativo sull'immagine di ciò che si cerca di pubblicizzare e dello scarsa risposta?
Concludo questo capitolo dandovi qualche indirizzo internet dovete potrete trovare ulteriori informazioni:
http://www.nic.it/RA/servizi/listserv/abuse.html Questo link mostra la lista aggiornata degli spammatori, utile per sapere da chi vi dovete difendere.

http://www.euro.cauce.org/it/ Questo sito sta cercando di organizzare una petizione a livello europeo contro lo spam. Interessante.

http://collinelli.virtualave.net/antispam/ Questo sito contiene una mole notevole di interessantissimo materiale, con un sacco di consigli e opinioni autorevoli!

Con questa lezione si è conlusa la parte dedicata allo spam e alle sue conseguenze per quanto riguarda la privacy, nella prossima lezione parleremo di lavoro e di monitoraggio dei dipendenti, un tema molto scottante!

 

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