Due parole sulle librerie . . .
Microsoft mette a disposizione del programmatore le WinAPI
(Windows Application Programming Interface) che consentono
la gestione di periferiche e delle capacità del sistema in modo
trasparente all’operatore.
In altre parole se l’operatore deve far apparire una stringa
sullo schermo può richiamare nel suo programma un specifica funzione
API che realizza l’operazione, senza che debba preoccuparsi
di conoscere quale controller video sia presente e quale sia la
risoluzione corrente.
Allo stesso modo si comporta quando ha necessità di salvare delle
informazioni in un file: può infatti fare riferimento ad una apposita
funzione API, che lo solleva, ad esempio, dall' "onere"
di conoscere le caratteristiche del disco su cui accedere (testine,
settori, capacità) e la posizione sul medesimo dalla quale iniziare
ad immagazzinare.
In realtà le API sono funzioni tutto sommato a basso livello e
alcune di difficile utilizzo, in quanto caratterizzate dal dover
passare un elevato e complesso insieme di parametri affinchè possano
funzionare correttamente; a tal proposito diventa utile la consultazione
di strumenti software quali l’SDK (Software Developement
Kit), ove sono descritte, di tutte le routine API disponibili,
la funzione, la parametrizzazione, il file DLL (Dynamic Link
Library) all’interno del quale sono contenute, ecc.
Microsoft (per Visual C) e Borland (per Builder) hanno prodotto
funzioni semplificate rispetto alle API, in quanto a più alto
livello, ma altrettanto potenti, che si interpongono tra programmatore
e API stesse; si tratta rispettivamente delle MFC
(Microsoft Foundation Classes) e delle VCL.
Visto l’attuale sviluppo di queste due librerie, verosimilmente
i programmatori che scriveranno software richiamando direttamente
le API del sistema operativo saranno visti come quelli che oggi
programmano in assembly.
Scrivere software in ambiente Windows
L’applicazione che opera in ambiente Windows possiede due
“anime”:
- una relativa all’estetica (design time process
DTP),
- una relativa all’esecuzione (run time process
RTP).
DTP
Consiste nella realizzazione della GUI, ossia il disegno dell’interfaccia
dell’applicazione: è basata sulla ricercatezza dell’estetica
del prodotto (disposizione, numero e forme di finestre di dialogo, bitmap,
menu, icone, cursori bottoni, check box, radio box, ecc.).
Ad ogni componente possono essere associate un insieme di proprietà che è
possibile modificare dinamicamente (vedendo immediatamente l'effetto a video)
come il colore, la dimensione, la posizione, il font o altro.
Ciò che riguarda il design time può essere creato, testato e modificato,
senza influenzare la parte funzionale, da un artista completamente all’oscuro
di programmazione, ma con un maggior gusto estetico di un abilissimo programmatore:
in effetti tutto ciò può avvenire indipendentemente dalla presenza di codice.
Grazie alle opportunità messe a disposizione dagli IDE RAD è così possibile
risparmiare tempo sulla parte grafica per dedicarsi alla funzionalità, che
si espletano nella fase di run time.
RTP
Consiste nella scrittura del codice che dovrà essere svolto dal processore
ogni volta che un determinato evento ha luogo.
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