L’immissione di istruzioni in linguaggio SQL è l’altro modo in
cui possiamo creare query in un database Access.
Come si vedrà approfondendo l’argomento, la costruzione
di query mediante immissione di istruzioni SQL è il modo più flessibile
per la costruzione di query, in quanto permette di eliminare tutti
i vincoli e le limitazioni che le altre modalità hanno.
Che cosa è il linguaggio SQL?
Una introduzione al linguaggio è obbligatoria, anche se sarà molto
stringata, dato che una trattazione approfondita esula dalle finalità
del presente corso (è peraltro molto vasta la documentazione che
è possibile reperire sull’argomento, anche in rete).
Lo Structured Query Language è un linguaggio in grado di gestire
tutte le operazioni che possono essere fatte su un database: esistono
istruzioni per creare tabelle, inserire dati, ricercare dati,
eliminare, modificare campi, record e tabelle.
Si tratta di un linguaggio molto potente che ha anche la caratteristica
di essere molto simile per tutti i database in circolazione; ogni
sistema ha il suo “dialetto” SQL, ma le istruzioni
principali sono comuni a tutti. Ovviamente in questa sede si farà
riferimento al solo “dialetto” parlato da Access.
Anche le query costruite fino ad ora vengono eseguite tramite
istruzioni SQL: la finestra creazione query in visualizzazione
struttura è infatti un’interprete che converte le nostre
scelte in una istruzione SQL. Ogni volta che si selezionano tabelle,
campi o altro non si fa altro che aggiungere singole componenti
di istruzioni SQL.
Per verificare tutto ciò e cominciare a capire questo linguaggio
apriamo il nostro Northwind ed in creazione query in visualizzazione
struttura selezioniamo la tabella clienti e scegliamo di visualizzare
il campo nome società.
Come ormai tutti sanno, il risultato di questa semplicissima query
è un elenco dei nomi dei clienti.
Se andiamo su Visualizza e scegliamo Visualizzazione SQL, vedremo
l’istruzione SQL che sta dietro quella query e cioè:
SELECT Clienti.NomeSocietà FROM Clienti
Le parole chiave SQL sono SELECT e FROM. La prima istruzione indica
al motore del database di estrarre i record contenuti nel campo
NomeSocietà, la seconda indica la tabella dalla quale devono essere
estratti i record.
Analizzeremo più in dettaglio queste istruzioni a partire dalla
prossima lezione. Per ora fermiamoci ad alcune osservazioni introduttive.
La prima è che per creare una query immettendo direttamente istruzioni
SQL dobbiamo andare dalla visualizzazione struttura alla modalità
visualizzazione SQL; se nella visualizzazione struttura non avremo
inserito niente al visualizzazione SQL si presenterà con la sola
istruzione SELECT (ovviamente si può anche creare una query in
visualizzazione struttura e poi andarla a modificare a mano immettendo
istruzioni SQL).
La seconda osservazione è quella che l’editor di Access
converte le parole chiave del linguaggio SQL in maiuscole ed è
in grado di fare un controllo della sintassi delle istruzioni
immesse. Tale conversione e tale controllo sintattico però vengono
fatti solo al momento in cui dalla visualizzazione SQL si passa
alla visualizzazione Struttura o Foglio dati e non mentre avviene
la digitazione.
La terza osservazione riguarda il modo in cui si fa riferimento
ai campi della tabella. Dal momento che nelle query è possibile
includere campi compresi in più tabelle, è necessario utilizzare
la notazione nomeTabella.NomeCampo in modo da indicare con precisione
il luogo da dove estrarre i dati (in realtà se si fa riferimento
ad una sola tabella si può anche indicare solo il nome della colonna;
in ogni caso ne capiremo di più analizzando query più complesse).
Le ultime regole di cui bisogna tenere conto anche se non sono
state evidenziate nell’esempio sono:
- nel caso in cui il nome del campo anziché tutto attaccato fosse
stato formato da due parole separate (nome società), avremmo dovuto
racchiuderlo entro parentesi quadre [ ];
- nel caso in cui avessimo incluso due campi nell’istruzione
SELECT avremmo dovuto separarli da una virgola.
Dalla prossima lezione inizieremo a analizzare le parole chiave
SQL e a costruire query un po’ più complesse (e più utili).
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