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Corso di Sistemi Operativi

Funzioni di un SO: gestione dei processi
    II
Lezione 9
Parte 2 di 4

 

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Riguardo a quest’ultimo aspetto, un SO è detto preemptive (o prelazionato) se lo scheduler può arbitrariamente sottrarre il processore ad un task per assegnarlo ad un altro (ad es. perché quest’ultimo ha una priorità maggiore); altrimenti si parla di scheduling non-preemptive.
Una tecnica di schedulazione molto usata è nota col nome di round robin.
Secondo lo schema round robin ad ogni processo viene assegnato un time slice, ovvero una piccola frazione di tempo (dell’ordine dei millisecondi), durante la quale gli viene aggiudicata totalmente la CPU.
Allo scadere del time slice il clock, ossia l’orologio di sistema che regola la temporizzazione delle operazioni della macchina, invia al processore un’interrupt (un’interruzione), per indicare che il processo attuale ha occupato l’intero time slice assegnatogli e che è possibile eseguire un nuovo processo.
In base alle politiche attuate dal SO, la CPU esegue un context switch o continua a lavorare con il processo corrente.
Per sfruttare al massimo le potenzialità del sistema, il SO sospende un processo in esecuzione quando esso deve attendere che venga completata una determinata operazione.

 


   
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A Cura di Angelo Carpenzano (©)

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