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Corso di Sistemi Operativi

Funzioni di un SO: gestione della memoria principale (II)
Lezione 11
Parte 1 di 5

 

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Nella scorsa puntata abbiamo accennato al metodo della memoria virtuale: l’idea di base della memoria virtuale è che la dimensione combinata di testo, dati e stack dei processi può eccedere la quantità di memoria disponibile per essi.
Abbiamo anche notato che, ad un determinato istante, i processi non riferiscono tutto il loro spazio di indirizzamento, ma solo una sua parte: per indicare questa proprietà si utilizza il concetto di località.
Poiché un processo indirizza celle di memoria contigue in una piccola porzione dello spazio di indirizzamento totale si parla di località spaziale (un caso che possiamo immaginare è quello in cui un processo sta scorrendo in sequenza gli elementi di un array).
Poiché una stessa cella di memoria può essere riferita frequentemente per un certo intervallo di tempo, si parla di località temporale (ad es. una cella di memoria viene prima letta e poi scritta).

 


   
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