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Corso di Sistemi Operativi

Tipologie di sistemi operativi.
Lezione 17
Parte 2 di 3

 

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I sistemi operativi paralleli sono utilizzati per incrementare la capacità e la velocità di elaborazione, nonché l’affidabilità dell’intero sistema, grazie al supporto per un maggior numero di CPU (per questo motivo tali sistemi sono detti anche multiprocessori).
La caratteristica che li differenzia dai sistemi tradizionali (centralizzati e non) è quella di avvantaggiarsi dell’utilizzo di più processori, fornendo dei meccanismi interni per suddividere l’esecuzione dei programmi in porzioni che gireranno in parallelo, consentendo loro di essere completati in un tempo minore.



Sia i sistemi operativi di rete (network operating systems) che i sistemi operativi distribuiti (distributed operating systems) girano su personal computer connessi in rete; esiste, tuttavia, una differenza sostanziale tra queste due tipologie.
In un SO di rete ogni macchina ha il proprio SO locale e gli utenti sono a conoscenza del fatto che esistono diversi calcolatori e che possono accedere a macchine remote, ad es. per prelevarne dei file.
Un sistema di rete non è radicalmente diverso da un sistema a singolo processore, ma necessita di un’interfaccia di rete e del relativo software di gestione di basso livello, oltre a programmi per il collegamento a sistemi remoti e l’accesso a file su macchine remote.
Un SO distribuito appare ai suoi utenti come un sistema uniprocessore tradizionale, sebbene l’esecuzione delle applicazioni e l’elaborazione dei dati sia affidata a più processori dislocati su più macchine.
In un vero sistema distribuito, gli utenti non devono sapere dove stanno girando i loro programmi, né dove sono collocati i loro file; deve essere il sistema operativo a gestire automaticamente ed efficientemente tutte queste operazioni, in maniera del tutto invisibile all’utente.
Lo scopo dei sistemi distribuiti è quello di permettere la condivisione di risorse quali file, stampanti, CPU, etc. e di incrementare le prestazioni.
Per raggiungere quest’ultimo obiettivo è fondamentale che il SO implementi efficienti politiche di distribuzione e di bilanciamento del carico di lavoro, mediante più complessi algoritmi di schedulazione che ottimizzino la quantità di parallelismo raggiunto.
Inoltre i SO distribuiti devono semplificare l’utilizzo delle risorse remote (ad es. assimilando tali risorse a risorse locali quali directory del file system) e realizzare forme efficienti e sicure di comunicazione.

 


   
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A Cura di Angelo Carpenzano (©)

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