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Corso di Privacy

Spam versus Lex !!!
Lezione 19
Parte 2 di 3

 

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Il problema è che mentre gli indirizzi di residenza sono associati a una persona nelle liste depositate all'anagrafe, per le email il discorso non è così semplice. In fin dei conti che cosa ci dice che a.aguzzi@softwareplanet.netsia effettivamente il mio indirizzo di posta elettronica? Che cosa rivela la formulazione di questo indirizzo?
Nulla più che un certo Aguzzi (credo ci siano almeno un migliaio di persone con questo cognome in Italia) ha una mailbox attestata su un non meglio qualificato dominio softwareplanet.net. Solo dopo essersi collegati al sito, aver letto il mio corso sulla privacy e visto i miei credits nella pagina dello staff si apprende che il dr. Andrea Aguzzi è una persona realmente esistente. E’ solo a questo punto che entra in gioco la L. 675/96, perché solo ora un indirizzo generico è stato effettivamente collegato a una persona fisicamente e realmente esistente e dotata di personalità giuridica. Non esistendo una anagrafe (attenzione parliamo di Internet, entità transnazionale per eccellenza) che consenta di verificare la corrispondenza degli indirizzi e-mail alle identità dei titolari e per il fatto che chiunque può scegliere il nickname che preferisce, ci troviamo in un ambito di notevole inceretezza e ambiguità. Paradossalmente, chi può davvero giurare che bill.gates@microsoft.com sia l’effettivo indirizzo del capo della più importate società di software del pianeta?

L'incertezza quindi regna sovrana anche in campo legislativo. C'è da dire poi che a livello della legislazione italiana si è sinora ritenuto di non applicare, in ragione della specifica finalità politica od elettorale perseguita, la medesima disciplina prevista per le comunicazioni non richieste in materia commerciale.
Tempo fa una associazione politica (i Radicali per pubblicizzare Emma Bonino)aveva avviato una pervasiva strategia di comunicazione per via telematica, avvalendosi di un indirizzario di e-mail di privati cittadini, all’insaputa e senza il consenso di questi ultimi. Tale indirizzario era stato apprestato, secondo l’associazione, tramite un software capace di archiviare indirizzi e-mail visualizzati su pagine web che sono accessibili a chiunque in rete.

 


   
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A Cura di Andrea Aguzzi (©)

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